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Alluce valgo

L’alluce valgo è una patologia del piede che colpisce numerose persone, soprattutto donne. Si tratta di una malattia invalidante, le cui cause non sono del tutto conosciute anche se la sua manifestazione è spesso legata ad un fattore di ereditarietà familiare ed un suo aggravamento può essere influenzato dall’utilizzo di scarpe non adeguate.

Nei casi più gravi per curare l’alluce valgo occorre ricorrere alla chirurgia. Negli ultimi tempi la tendenza è quella di sottoporre i pazienti ad operazioni mini-invasive percutanee che oltre a raggiungere ottimi risultati, prevedono tempi di recupero molto inferiori rispetto a quelli previsti dalla chirurgia tradizionale. È esclusa, invece la possibilità di operare tale patologia, solo ed esclusivamente per scopi estetici.
Le cause quindi possono essere genetiche (alluce valgo idiopatico) o secondarie cioè legate ad altre patologie (valgismo calcaneare e pronazione dell’astragalo) od a patologie autoimmunitarie e degenerative che causano alterazioni strutturali del piede.
Le calzature invece non causano direttamente l’alluce valgo ma soprattutto in presenza di un tacco molto alto o di una punta molto fina, visto il conflitto meccanico che comportano, possono peggiorare l’infiammazione già presente nella zona ed aggravare un alluce valgo già presente.

La deviazione dell’alluce verso le altre dita del piede è il principale sintomo della patologia.

Spesso questa si presenta come molto dolorosa, soprattutto se si fa pressione o se si carica il peso sulla parte del piede interessata da valgismo. La malattia si presenta con la formazione della cosiddetta“cipolla” cioè di una protuberanza ossea, che può peggiorare se le calzature che si indossano la comprimono. Le dita coinvolte, inoltre, possono presentare numerosi calli, pelle indurita ed arrossata con borsiti reattive che possono anche infettarsi od ulcerarsi.
Se la patologia è grave può causare un cambiamento della forma del piede, evidenziato da un progressivo deformarsi delle scarpe che possono risultare sempre più scomode e difficili da adattare alla nuova situazione. Queste modifiche possono comportare, inoltre, un’evidente difficoltà nel camminare vista l’importante funzione che ha l’alluce di spingere in avanti il corpo e di bilanciarne il peso.Al fine di rallentare il processo di peggioramento dell’alluce valgo è molto importante trattare la patologia il prima possibile.

Dopo un’attenta ed approfondita visita ambulatoriale, il chirurgo ortopedico del piede sarà in grado di decidere se il paziente è curabile con un trattamento medico, ortesico (plantari), fisioterapico o se è necessario un intervento chirurgico. I principali trattamenti non chirurgici consistono nell’uso di tutori, plantari ed antidolorifici accompagnati dall’utilizzo di scarpe comode con la pianta larga e con il tacco basso. Nel momento in cui queste terapie, cosiddette conservative, non porteranno più benefici, occorrerà procedere con l’intervento chirurgico.

L'anestesia

L'intervento si pratica in Anestesia Locale che viene eseguita circa 20 minuti prima dell’intervento. Esistono molte tecniche per ottenere l’anestesia delle dita del piede. Le particolarità della chirurgia percutanea, che richiede un’immediata mobilità dell’arto, e la necessità di ottenere una buona analgesia post operatoria, rendono il blocco della caviglia l’anestesia preferita. Il blocco della caviglia (ankle block) è un’anestesia locale selettiva che sopprime la sola sensibilità dolorifica (rimane, ad esempio, invariata la sensibilità al tatto). L’associazione con un ansiolitico, somministrato prima della esecuzione del blocco contribuisce ad alleviare notevolmente il disagio del paziente.

La tecnica chirurgica

La tecnica operatoria che pratico da alcuni anni assieme ai colleghi dell'Associazione PBS di cui faccio parte prevede la correzione delle deformità e la modificazione delle ossa dell’avampiede mediante l'utilizzo piccole frese chirurgiche di derivazione odontoiatrica, che vengono introdotte attraverso incisioni della cute di 2-3 millimetri. Queste frese sono guidate dalla mano del chirurgo che “vede” le ossa e le frese stesse attraverso un particolare apparecchio radiologico. La novità importante inoltre è rappresentata dall’assenza di mezzi di sintesi (viti o fili), cosa che consente alle fratture di guarire secondo le “necessità” del piede, piede che camminerà immediatamente dopo l’intervento.

Dopo l'intervento

Al termine dell’intervento chirurgico viene realizzato un bendaggio, Taping, specifico studiato e messo a punto dall’équipe medica che non dovrà essere rimosso o modificato fino al primo controllo. Segue l’appoggio immediato del piede per ricercare, da subito, il corretto approccio fisiologico per il riassestamento del piede, dopo l’operazione dell’alluce valgo. Il trattamento chirurgico può essere eseguito anche in Day Hospital, non essendo indispensabile il ricovero. Lo stesso giorno dell’intervento, mediante l’uso di calzature post-operatorie e di un bendaggio imbottito, è possibile appoggiare i piedi in terra e camminare normalmente senza l’uso di stampelle.

Controlli successivi

Dopo circa 15/20 giorni dall'intervento avviene la prima visita di controllo nel corso della quale viene cambiata le medicazione, ridotto il bendaggio e, quando possibile, sostituita la scarpa post-operatoria con una calzatura propria, comoda (tipo da ginnastica di 1 o 2 taglie più grandi). Generalmente un secondo controllo per la rimozione definitiva del bendaggio è previsto dopo 35 giorni. Dopo 45-60 giorni si procede con il controllo radiografico.

Fisioterapia

E' consigliabile eseguire un ciclo di magnetoterapia, preferibilmente a domicilio (è possibile il noleggio di apparecchiature apposite) e anche alcune sedute di idrokinesiterapia (camminare in acqua in piscina).











 

 



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