Alluce rigido: intervento di artroplastica interposizionale

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L’alluce rigido è una malattia degenerativa della prima articolazione metatarso-falangea (MTP), colpisce il 2,5% delle persone di età superiore ai 50 anni. La presenza di osteofiti dorsali e lo spazio articolare ristretto provocano dolore dolore e riduzione del movimento di flesso-estensione dell’alluce.

La malattia è classificata in 4 gradi in relazione ai seguenti parametri: dolore, movimento articolare e aspetto radiologico.

Non tutti i pazienti con alluce rigido, devono essere operati; antinfiammatori non steroidei, infiltrazioni intra-articolari, modifica della scarpa e di talune attività fisiche, fisioterapia, sono talvolta in grado di attenuare i disturbi in modo temporaneo o anche prolungato.

Nei casi in cui il dolore e la limitazione funzionale sono presenti in modo persistente, si rende necessario l’intervento chirurgico allo scopo di ridurre il dolore, mantenere la stabilità della prima articolazione MTF e migliorare la funzione e la qualità della vita.

I trattamenti chirurgici devono essere rapportati al grado di malattia.

L’intervento di artroplastica interposizionale prevede la parziale rimozione della cartilagine della testa del primo metatarso e della base della prima falange dell’alluce e la sostituzione con un dispositivo in silicone (RTS Reference Toe System), molto resistente in grado di offrire un accettabile movimento dell’articolazione.  

L’intervento si esegue in anestesia loco-regionale in regime di day hospital, dura circa 45 minuti. E’ necessario un programma riabilitativo dopo l’intervento. I risultati sono buoni ma occorrono dai due ai tre mesi prima di riprendere completamente le proprie abitudini di vita.