Deformità del 5° dito: 5° dito varo, bunionette

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5° dito varo: con il termine quinto dito varo si intende una deviazione ossea a livello della regione dorso-laterale della testa del quinto metatarso che determina dolore, tumefazione e deviazione angolare dell’articolazione metatarso-falangea (Fig. 1).

Fig. 1                                                                                Fig. 2

Può essere associata o meno alla sporgenza laterale della testa del 5º metatarso, detta “bunionette” (Fig. 2) o “Taylor’s bunion” (dall’Inglese “callo del sarto”, poiché anticamente i sarti cucivano a mano con i piedi incrociati, il che provocava un callo sul bordo esterno dell’avampiede). Il 5º dito è deviato all’interno e spesso si sovrappone al 4º dito, con formazione di una callosità dolorosa dorsale.
Si tratta di una deformità congenita, spesso legata alla brevità del tendine estensore del dito, che lo retrae e lo spinge verso le altre dita.
Può essere corretta in età neonatale con cerottaggi, ma spesso tende a strutturarsi per la retrazione del tendine estensore e della parte mediale della capsula metatarso-falangea.

Trattamento chirurgico

In caso di disturbo persistente dovuto alla pressione esercitata dalla testa del 5°metatarso contro la tomaia della scarpa Attualmente è preferibile eseguire l’intervento chirurgico correttivo. Si esegue con la tecnica chirurgica percutanea mini invasiva (Fig. 3) in anestesia loco-regionale.

 

Fig. 3                                                                                Fig. 4                                                                              Fig. 5
Sono sufficienti alcune procedure relativamente semplici condotte sui tessuti molli (tendini e capsula) e sull’osso mediante una piccola incisione della cute inferiore ai 5 mm (Fig. 3) e l’impiego di una mini fresa motorizzata (Fig. 4-5). La metodica è efficace senza dover ricorrere, come avveniva in passato, ad interventi che comportano incisioni cutanee ampie, trasposizioni tendinee complesse, resezioni ossee richiedenti fissazioni mediante viti o fili metallici e lo scarico dell’avampiede per alcune settimane.

Il risultato clinico è apprezzabile già dopo 5 settimane dall’intervento (Fig. 6-7).

Fig. 6                                                                                Fig. 7