METATARSALGIA: cosa si intende e come si cura

Alluce valgo: l’intervento chirurgico con la tecnica percutanea PBS
9 Maggio 2021
VISITE PRESSO POLIAMBULATORIO MEGA MODENA
11 Maggio 2021

Metatarsalgia è  un termine generico che si riferisce alla comparsa di dolore sotto la pianta del piede, nello specifico in corrispondenza delle teste metatarsali, dalla seconda alla quinta. Il dolore legato alla metatarsalgia può presentarsi più frequentemente durante la deambulazione o con l’utilizzo di scarpe strette e/o pesanti, come ad esempio le calzature antinfortunistiche. Spesso questa condizione si associa alla formazione di callosità definite ipercheratosi che si sviluppano nella zona dove è presente il sintomo e possono interessare una o più teste metatarsali.

 

Le cause

Le cause all’origine della patologia possono essere molteplici. Più di frequente la metatarsalgia è legata all’anatomia dei metatarsi stessi o delle strutture adiacenti, come accade nell’alluce valgo, nell’alluce rigido o nei pazienti che presentano costituzionalmente dei metatarsi più lunghi. Molto spesso nell’alluce valgo o anche nelll’alluce  rigido vi è un compromissione funzionale che può determinare  un sovraccarico degli altri metatarsi. Si parla in questi casi di meta tarsalgia da trasferimento. La metatarsalgia può essere inoltre secondaria a traumi con fratture non guarite in maniera ottimale, a fratture da stress o da durata, a  patologie reumatiche come l’artrite reumatoide. Può essere anche di natura neurogena come  nel neuroma di Morton: patologia caratterizzata da un ispessimento del nervo interdigitale con dolore sotto la pianta che spesso si irradia anche alle dita con formicolii o piccole scosse. Possono avere un ruolo nell’insorgenza della metatarsalgia anche l’utilizzo frequente di scarpe con tacchi alti; o una condizione di sovrappeso corporeo.

La metatarsalgia può anche essere dovuta a fenomeni di usura o rottura della cosiddetta placca plantare. La pacca plantare è quella struttura anatomica fibrocartilaginea posta tra la testa del metatarso e la falange basale del dito che agisce come stabilizzatore dell’articolazione MF. Il progressivo deterioramento della placca plantare può condurre alla sublussazione o addirittura alla lussazione irriducibile dell’articolazione MF. I sintomi sono caratterizzati da un dolore progressivo a livello della superficie plantare dell’articolazione MF, talora accompagnato da intorpidimento quando l’edema preme sui nervi locali. Il dito del piede (secondo, terzo o entrambi) va incontro ad una perdita del suo normale  allineamento con uno spostamento dorsale e/o deviazione mediale o laterale. Un test del cassetto modificato può produrre instabilità rispetto al dito dell’altro piede normale. Nello stadio più avanzato della  malattia in cui la placca plantare è completamente lacerata, il dolore e il gonfiore possono essere assenti e il  secondo dito, che è quello maggiormente interessato, si sovrappone all’alluce (overlapping o deformità in cross over).

La metatarsalgia  può anche interessare atleti o sportivi dediti ad attività  fisiche molto intense come podismo, tennis, calcio. La metatarsalgia è spesso associata ad altre patologie come l’alluce valgo, l’alluce rigido, il neuroma di Morton o patologie reumatiche.

I sintomi

I disturbi avvertiti dal paziente sono dati da  dolore sotto la pianta del piede, in corrispondenza delle teste metatarsali che sono collocate alla base delle dita; generalmente il dolore è presente quando si sta in piedi o si cammina. Il fastidio è a volte di intensità tale da impedire o limitare fortemente la deambulazione.

La diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica, lo specialista ortopedico andrà a valutare eventuali alterazioni nella deambulazione e la presenza di deformità associate e callosità plantari dolenti. Per una valutazione completa è utile anche una radiografia di entrambi i piedi sotto carico (in piedi).

Terapia conservativa

Nella metatarsalgia non sempre è necessario un intervento chirurgico. Solitamente come primo trattamento viene prescritto plantari su misura nell’intento di scaricare le teste metatatarsali e/o di correggere un’eventuale alterazione del la prono-supinazione del piede. Il plantare è consigliabile nelle cosiddette metatarsalgie biomeccaniche (che sono anche le più comuni), mentre non è indicato utile nelle forme legate a neuroma di  Morton.

Il ghiaccio, e farmaci antidolorifici e antinfiammatori possono contribuire a ridurre il dolore.

Trattamento chirurgico

Il ricorso all’intervento è consigliato in pazienti che presentano dolore nonostante la prescrizione di plantari su misura. Nel caso di metatarsalgia da causa biomeccanica l’intervento correttivo prevede delle osteotomie, ovvero tagli provocati sull’osso dal chirurgo, che mirano a rimuovere il sovraccarico e quindi il dolore nella zona interessata. Questo intervento, il cosiddetto riallineamento metatarsale,  è realizzabile con la tecnica percutanea mini invasiva PBS  in  anestesia loco-regionale . Prevede delle piccole incisioni cutanee puntiformi di pochi millimetri sul dorso del piede e “microfratture” dei metatarsi (osteotomie) che si eseguono  delle mini frese di 2 millimetri di diametro, secondo la tecnica di Weil. Non è previsto l’impiego di mezzi di sintesi (viti o fili metallici)  ed è consentito il carico immediato. In caso di patologie concomitanti  dell’alluce o delle altre dita l’intervento rappresenta una delle fasi della correzione può essere associato a correzione dell’alluce valgo o dell’alluce rigido. Dopo l’intervento viene posizionato un bendaggio e utilizzata un’apposita scarpa postoperatoria. Tale calzatura dovrà essere indossata per circa 20 giorni.

Nel neuroma di  Morton può essere indicato l’intervento chirurgico di asportazione attraverso un mini  accesso di pochi centimetri sul dorso del piede. Dopo l’intervento è possibile camminare sul piede operato con una scarpa larga comoda.

Prevenzione e consigli

Per cercare di alleviare i disturbi da metatarsalgia è consigliabile l’utilizzo di calzature comode a pianta  larga eventualmente con l’inserimento dei plantari.